By Alberto Simoni
La rotazione della geopolitica terrestre è evidentemente più lenta di quanto sembri. Lo è soprattutto agli occhi dell'opinione pubblica americana ed europea che rimane ancorata a una visione bipolare del mondo imperniato, come da tradizione dopo la Seconda Guerra Mondiale, sull'asse Stati Uniti/Europa.
E così la Cina condiziona i mercati, attrae capitali e conquista spazio anche nel dibattito culturale planetario, ma resta ai margini del processo decisionale; e pure la Russia del redivivo Putin non riesce a scalfire le certezze dell'opinione pubblica occidentale ed è percepita come attore di secondo piano malgrado l'attivismo (e il successo innegabile ad ora) sul fronte siriano da dove due anni fa era praticamente assente.
Source: http://www.lastampa.it
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