BY: Ilaria Vesentini
La parola “cibo” evoca l’Italia nella mente di tre persone su quattro in giro per il pianeta. Un bel vantaggio reputazionale per le nostre imprese della filiera agrifood, quando si decideranno a sfruttare appieno le loro potenzialità sui mercati internazionali (oggi esporta appena il 15% delle aziende e le vendite oltreconfine sono di 40 miliardi di euro a fronte di un italian sounding che vale oltre il doppio).
Ma non è sull’etichetta “made in Italy” che possono fare affidamento, perché meno di un consumatore su tre guarda il marchietto d’origine per decidere l’acquisto, mentre vuole sapere (65% delle risposte) provenienza delle materie prime, processo di lavorazione, tracciabilità.
SOURCE: https://www.ilsole24ore.com
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