di Camilla Mozzetti
Scorrono le immagini di Papa Clemente, il trionfo di Cesare, il corpo straziato di Pasolini. A spiegare quei volti e la storia che custodiscono, è l'artista che li ha creati: William Kentridge, arrivato quasi a sorpresa a Roma per presentare la sua opera - Trionfi e lamenti - che dal 21 aprile sarà visibile sui muraglioni del Tevere.
Dopo le parole che si sono rincorse per oltre due anni e il valzer delle istituzioni per il rilascio dei permessi, arriva la conferma: il centro storico accoglierà finalmente, in 550 metri da Ponte Sisto a Ponte Mazzini, il più grande intervento di arte contemporanea mai realizzato. E a presentarlo ieri, non poteva mancare proprio lui, che ha trascorso gli ultimi 12 anni della propria carriera a dare un volto alla storia della Capitale. Alle sue glorie. Alle sue sconfitte. «Sono molto felice - ha detto Kentridge - di aver ricevuto i permessi, ringrazio tutte le persone che hanno sempre creduto in questo progetto».
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