BY: Luca Riccardi
Per molti decenni la storiografia italiana ha guardato alla storia delle relazioni tra Roma e Washington come se esse avessero preso vita soltanto con l’intervento deciso dal presidente Wilson nella prima guerra mondiale. Negli anni precedenti, così appariva, il vero contenuto dei rapporti tra i due Stati sembrava essere stato prioritariamente di ordine sociale: l’accoglienza sul territorio americano di quei flussi migratori dall’Italia che avrebbero caratterizzato tutta la lunga stagione giolittiana.
Dobbiamo essere grati a GianPaolo Ferraioli che con il suo denso volume (L’Italia e la «Dollar Diplomacy». Percezioni della politica estera americana durante la presidenza di William H. Taft, 1909-1913, Edizioni Scientifiche Italiane) ha svelato un’altra realtà: tra i due Paesi esistevano rapporti politici piuttosto consistenti. O quantomeno dai suoi studi si comprende come la diplomazia italiana –soprattutto in un periodo di tumultuoso sviluppo economico e di mutamento di prospettive politiche internazionali- cominciasse a maturare un interesse sempre più spiccato verso le attitudini del gigante d’oltreoceano.
SOURCE: http://lanostrastoria.corriere.it
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